Thailandia, un viaggio “di cuore”…


Questo viaggio non è stato un semplice viaggio. Ciò che c’era dietro  questo mio ritorno in Thailandia non era solo l’emozione di tornare in un paese che mi ha affascinato, mi ha stregato, non era solo la voglia di vedere e conoscere luoghi che la prima volta ho dovuto tralasciare, di trovarmi di fronte a nuovi volti, nuovi templi, nuovi panorami… No.. Dietro questo viaggio c’era  tanto altro. C’erano due anni di scombussolamento, c’erano due anni di grandi cambiamenti e di grandi sospiri. C’erano problemi. C’erano sacrifici quotidiani. C’erano desideri in standby. Questo viaggio nel mio cuore significava tanto e sapevo che tanto mi avrebbe donato… Che tornata, qualcosa sarebbe cambiato…

Non so perché di questa sensazione.. Ma così è stato.

Metti una una fredda e quotidiana giornata lavorativa, metti una scrivania, un pc e metti la voglia spasmodica di viaggiare. Poi metti un’inaspettata offerta delle compagnia Qatar Airways, un’offerta della durata di 48, il tic tac delle lancette dell’orologio e una città di arrivo come Bangkok… cosa vuoi fare se non PRENOTARE?!?! CLICCO!

Si vola in Thailandia!


Come per tutti i viaggi, la parte dell’organizzazione è una delle parti piu belle e complicate..ma ciò che più fa arrovellare il cervello è decidere il giro da fare, cosa vedere e cosa invece tagliare dal programma e allora via di guida,di diari , racconti di viaggio e di richieste di qua e di la…non so a quante persone avrò fatto domande e chiesto consigli.


E poi ci sono stati loro, gli amici e le amiche blogger (quelli con la B maiuscola) che tanto mi hanno sopportato, consigliato e tanto mi hanno aiutato a decidere. Beh c’è stata anche chi mi ha quasi minacciato se saltavo una tappa..(Deborah http://www.appuntidiviaggio.net/..ti fischiano le orecchie? ) ma ora posso dirle solo Grazie di avermi praticamente costretto a visitare uno dei posti più belli io abbia mai visto.

Dopo tante ipotesi, tanti appunti e tanto studio..il giro deciso era di fare un salto al nord, poi all’estremo sud e poi quei 3/4 giorni a Bangkok prima di ripartire: Sukhothai un giorno e mezzo dedicando una giornata intera per girare il parco, spostamento notturno e arrivo a Chiang Mai dove trascorrere due giorni beccando anche il famoso sunday market, volare al sud per 4 giorni di mare e relax a Koh Lipe e infine la mia amata Bangkok per gli ultimi quattro giorni.

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Partenza da Roma il 12 Marzo e dopo una breve sosta a Doha, arrivo a Suvarnabhumi, il fantastico principale aeroporto di Bangkok da cui, dopo due ore, fondamentali per sbrigare le classiche trafile di controllo immigrazione, ritiro valigia e cambio di moneta, un altro volo mi avrebbe portato a Sukhothai la prima tappa, quella gentilmente suggerita. 😛

Generalmente la compagnia più usata per i voli interni è la famosa Air Asia che con poche decine di euro ti permette di raggiungere in poche ore qualsiasi punto dell’Asia ma devo dire che, in questo caso io ho trovato più conveniente, grazie ad alcune offerte, volare tramite compagnie definite “più care” quali la Thai Airways e la Bangkok Airways perché mi permettevano di non cambiare aeroporto con conseguente perdita di tempo e riuscivo bene a combinare le coincidenze dei voli interni. A mio parere quando hai a disposizione pochi giorni devi cercare di tagliare il più possibile i tempi da dedicare agli spostamenti magari, a volte, anche a discapito del portafoglio, ma con una media di 35/40 euro a persona comprensiva di bagaglio da stiva direi che me la son cavata molto bene!!!

Sukhothai è stata davvero una splendida sorpresa, non tanto per la cittadina in se dove, devo dir la verità, non ho trovato nulla di interessante se non i superaccessoriati SevenEleven che, come da tradizione, ho svaligiato, ma per il meraviglioso Historical Park. Un giorno da dedicare a questo fantastico parco devo dire è d’obbligo!

Per questioni di orari di arrivo ho soggiornato una notte nella città moderna, tra l’altro presso una bellissima e comodissima Guesthome, FORESTO SUKHOTHAI GUESTHOME (http://www.forestosukhothai.com/en/), un angolo di paradiso e relax in pieno centro con tanto di ristorante annesso, il tutto a gestione familiare dove la gentilezza ne fa da padrona.


Il Parco, distante circa 12 km dalla città moderna è facilmente raggiungibile tramite un tipico Bus in legno che ti lascia proprio davanti all’ingresso della parte centrale del parco e accanto a molti negozi di noleggio bici e scooter. Io consiglio vivamente di affittare una bicicletta e gironzolare tutto il giorno tra le meravigliose rovine: il sole ti scalderà l’ arietta ti rinfrescherà e le meraviglie che si presenteranno davanti faranno tutto il resto e ti riempiranno occhi e cuore.

Attenzione perché l’ultima corsa dei bus è alle 17,30 quindi se avete intenzione di tornare presso la vostra struttura utilizzando questo mezzo, dovrete calcolare bene i tempi. Con il senno di poi io vi direi di continuare a godersi la giornata attendendo il tramonto nel parco e poi magari tornare prendendo un taxi o un tuk tuk… ne vale sicuramente la pena!

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Trascorso il primo giorno, mi sono poi spostata prendendo un bus notturno che partendo alle 1.30 di notte dalla Stazione di Sukhothai in 6 ore e mezzo circa mi ha lasciato alla stazione dei bus di Chiang Mai dove un songthaew mi ha poi portato davanti al Chiang Mai Boutique house, un comodissimo e confortevole Boutique Hotel proprio al centro della Città Vecchia.

Una breve parentesi va aperta sul viaggio in notturna su un bus, devo dire confortevole con tanto di cestino per la colazione, copertina e poltrone che allungandosi diventano comode per poter schiacciare un bel pisolino e trascorrere cosi la notte..questo se… il vostra autista non si spara a 230 km/h sulle non del tutto ben messe strade Thailandesi!!..giuro…ho provato a chiuder occhio, ma più per non pensare e rendermi conto della velocità a cui viaggiavamo !!!!!

E poi Chiang Mai, una città dove vige la tranquillità, turistica si ma non affollata, non incasinata e rumorosa come Bangkok di cui però amo anche questi aspetti, una città piena di templi, facile da girare e assaporare.

Caso? coincidenza? o volontà? chissà.. ma capito in città proprio di domenica e mi gusto cosi anche il famoso Sunday Market..un “mercato della domenica”, un gran casino ma da non perdere! Una lunghissima via centrale della città vecchia che si trasforma in isola pedonale piena di bancarelle di ogni tipo,musica ovunque e centri di massaggio all’aperto in ogni-dove!!! Ma ciò che più ha attirato la mia attenzione… e non solo ..sono state la bancarelle di thai food… penso di aver mangiato e assaggiato piu cose quella sera che in una mia normale settimana!!! era la mia prima sera di street food del viaggio e ho mangiato come se non ci fosse un domani mischiando dolce e salato, passando da mango stick rise a involtini di prosciutto e funghi di improbabile provenienza, noodles, cestini dolci con una crema fatta di bianco d’uovo, riso e poi di nuovo involtini….da scoppiare!

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Gironzolare per il Sunday Market permette anche di visitare in notturna alcuni templi dislocati lungo la Ratchadamnoen Road che rimangono aperti proprio in occasione del mercato e loro cortili diventano piccoli ritrovi di bancarelle dove poter mangiare qualsiasi cosa.

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Chiang Mai, comunemente conosciuta come “la Rosa del nord” è una città sorprendente posta ai piedi di verdi colline, con un fiume che l’attraversa e  fossati che circondano la parte antica dove si concentrano la maggior parte dei templi, splendide oasi di tranquillità.

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Due giorni di grandi emozioni, di grandi camminate ma anche di gran relax: Traditional Thai Massage, Food Massage e Oil Massage sono stati la giusta ricompensa! Tra le varie informazioni trovate sulla guida Lonely Planet avevo letto un suggerimento proprio riguardo ai massaggi: provare un massaggio presso il Thai Massage Conservation Club, un centro che impiega solo massaggiatori ciechi, considerati terapisti esperti grazie allo sviluppato senso del tatto, il tutto a prezzi davvero molto competitivi, si parla di 180bath per il massaggio da un’ora e 260bath per un’ora e mezzo. Trovarlo è stata davvero un’impresa ma grazie a questo girovagare ho scovato templi e scuole buddiste fuori dai consueti itinerari turistici. Il massaggio in se per se però non mi ha soddisfatto più di tanto, il mio compagno è stato completamente incrocchiato e poi scrocchiato ben benino..ma a me non ha convinto, tanto che ho poi deciso di provare un altro centro aperto fino a tardi proprio di fronte al nostro Boutique Hotel… 2 ore di thai e food massage..li si che è stata una goduria! Se vi trovate in zona Chiang Mai Gate, vi consiglio di provare la spa di fronte al Chiang Mai Boutique House!

Un’altra cosa che mi sento di consigliare è di noleggiare uno scooter e andare a visitare il vicino Wat Phrathat Doi Suthep uno dei templi più importante a livello storico, religioso e turistico ma che si trova poco fuori dalla città, in cima alla collina Doi Suthep. 15 chilometri di curve in salita e vi consiglio di partire con una bella dose di benzina nel serbatoio perchè per tutto il tragitto non si vede l’ombra di distributore o di alcun tipo di vendita di “gasoline”. Noi, con riserva fissa, pensando di poter far rifornimento, siamo arrivati fino a destinazione e solo li siamo riusciti a farci indicare una bancarellina dove poter acquistare ad un prezzo ben piu alto del normale, una bottiglia di benzina con cui però siamo riusciti a tornare in città..

Lo spettacolo che si è presentato davanti però ha cancellato qualsiasi preoccupazione: i 309 gradini della scalinata guardata a vista da due dragoni, mi hanno condotto fino in cima alla collina dove un tripudio di ori e colori, il canto dei monaci buddisti, il crepuscolo che scendeva, statue, Buddha, campane e tabernacoli ha tolto fiato e parole lasciando spazio solo ad emozioni.

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La mia Chiang Mai non poteva che terminare così.

La mattina seguente, infatti il Sud Della Thailandia mi aspettava, per ben 4 giorni di puro relax al mare: Koh Lipe, la famosa isola dalla bianca sabbia e dal mare cristallino sita quasi ai confini con la Malesia.

Raggiungerla non è poi cosi semplice: due voli Chiang Mai /Bangkok, Bangkok /Hat Yai, due ore e mezzo di minvan, un’ora di attesa al porticciolo di Pakbar e poi ancora due ore di speedboat, long-Tail Boat per poi finalmente essere lanciati in acqua con valigie al seguito e toccar finalmente …terra..anzi..sabbia!

Il Bungalow prenotato si trovava su Pattaya Beach, una lunga e larga spiaggia bianca piena di palme ma anche tante tante strutture e tanti italiani. Sapevo fosse turistica ma un pò mi ha deluso, non tanto per il mare e i panorami mozzafiato ma per l’eccessivo turismo: ristoranti, locali, resort, ovunque, una Walking Street pena di negozietti e tutto super caro rispetto a ciò a cui siamo abituati vedere in Thailandia. Mi sono ritrovata circondata di romagnoli, certo sapevo di aver prenotato un bungalow gestito da un italiano, ma non che accanto ci sarebbero stati italiani a gestire resort, a gestire ristoranti, diving.. ecco..forse un pò eccessivo. Ciò non toglie che l’isola merita davvero per ciò che è la sua natura, per il suo fondale, il suo clima, il suo verde, le sue palme, la sabbia corallina, il suo poter trovare angoli di tranquillità e felicità nonostante il turismo.

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Quattro giorni di pieno relax, nuotate rigeneranti, camminate in spiaggia, snorkeling, escursioni nelle isole vicine, cene in spiaggia, tanta frutta e tanto tanto sole, tanto da scottarmi..si.. forse la prima volta in vita mia. Un breve malessere di Carlo ci ha impedito di fare un giorno di immersioni, ma abbiamo ripiegato con giretti nelle varie spiagge dell’Isola, da Sunrise, a Sunset alle varie calette nascoste.

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I giorni di relax però, chissà come mai durano sempre troppo poco ma l’ultima tappa che mi ero riservata era il mio zuccherino finale; un po come quando ti piace mangiare qualcosa e allora la lasci per la fine, come ultimo boccone in modo che ti lasci in bocca quel sapore che più ti è piaciuto…

il mio ultimo boccone è stata Bangkok!

Bangkok, giusto o sbagliato che sia, per me è Thailandia, è il sinonimo di Thailandia, è una città a se, diversa dalle altre di cui ho appena parlato, ma se penso alla Thailandia, io penso a Bangkok!

E’ una città che ti rimane addosso, sotto la pelle, negli occhi, nella testa, nel naso, nel cuore.

E’ una città difficile da spiegare, o la ami o la odio, oppure, come dice il mio amico Andrea, non si è capita.

Tanti non comprendono l’amore che si possa provare per una città confusionaria, trafficata, rumorosa, non proprio profumata, me solo perché si sono soffermati a guardare questi aspetti, non hanno guardato oltre la facciata.

Da qualche parte ho letto che “Bangkok è un intruglio di cose illogiche” ecco, è esattamente la giusta definizione.

Bangkok è una città dalle dalle mille persone, dalle mille bancarelle, dai cattivi odori e dal caos, ma anche dalle preghiere, e dai silenzi, dalla musica e dalla pace dentro i templi. E’ colori di fiori, di stoffe, di frutta fresca. E’ profumi di oli, incensi e di massaggi. E’ Religione e superstizione, ma anche libertà di essere. E’ priva da qualsiasi pregiudizio ed è anche bacchettona. Un punto in cui Oriente e Occidente si mischiano creando proprio quel duo essere Unica.

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il mio Guru su Bangkok e la Thailandia, una persona davvero speciale, un amico…Andrea ! grazie!


Khao Soi e Doi Suthep – posso dire di aver visto Chiang Mai


Un detto recita “Se non hai assaggiato il khao soi (la zuppa di noodles) e non hai visitato il Doi Suthep, non puoi dire di aver visto Chiang Mai”.

FATTO !

FATTO!!!

FATTO!!!

Distante 15 km circa da Chiang Mai, il Doi Suthep, la montagna che domina la città di Chiang Mai, è da sempre considerato un luogo sacro. Gli antichi abitanti di Chiang Mai, i Lua, una tribù delle montagne con abitudini stanziali, credevano che vi dimorassero le anime degli antenati.

Ad aspettarti 300 gradini protetti da due grandi serpenti, i naga, demoni-serpenti considerati sacri e per questo posti a protezione dei templi, perché secondo la traduzione buddista ripararono il Buddha da una terribile tempesta permettendogli di proseguire nella sue meditazione che lo condusse all’illuminazione. Un’infinita scalinata che sembra davvero congiungere la terra al cielo!!!!!

Al primo livello poi, una terrazza inferiore dai cui si può godere di una spettacolare vista su Chiang Mai in cui si trovano vari tempietti e gli alloggi dei monaci, e da cui si ha accesso al tempio vero e proprio;  basta qualche gradino in più perché uno scintillio d’oro ti abbagli la vista: pinnacoli, statue raffiguranti il Budda, altarini, due templi e una pagoda dorata che torreggia al centro del cortile. Questo è il luogo dove è custodita la reliquia di Budda.

Il mio arrivo al Templio non è stato poi cosi semplice, non perché sia difficile raggiungerlo nonostante le centinaia di curve in salita, ma perché se sei un po’ incosciente e noleggi uno scooter con poca benzina, e anziché farla subito in città attendi di uscire per poi non  trovare più alcun tipo di distributore, beh diciamo che non ti sei di certo facilitato la cosa!

I km da affrontare non sono poi tanti, 15, ma tutti in salita, e come appena accennato, consiglio vivamente di far rifornimento prima di uscire dalla città perché per tutto il tragitto non vi è neanche l’odore  benzina! La strada, nel mio caso,  non è stata poi cosi rilassante come immaginavo, per carità bellissimo panorama e aria decisamente meno soffocante rispetto alla città , ma l’ansia di rimanere per strada e dover spingere lo scooter era tanta; più salivamo e più la lancetta delle benzina andava giù. Solo arrivati a destinazione ci è stato poi indicato un piccolo agglomerato di case dove poter acquistare le famose bottiglie di benzina, certo ad un prezzo decisamente più alto del normale, ma sicuramente meglio di rimaner a piedi !!!

Insomma tra l’alta velocità raggiunta (40km/h) per non consumere benzina, il fermarsi a chiedere informazioni ed il tornare indietro per raggiungere il banchetto assolutamente “legale” che ci ha venduto l’altrettanto legale bottiglietta, siamo arrivati davanti al Wat Phrathat Doi Suthep decisamente fuori orario. Devo ammettere che non  siamo partiti con larghissimo anticipo ma di cose da vedere a Chiang Mai ce ne sono talmente tante che come sempre accade il tempo non è mai abbastanza ed il giro programmato puntualmente salta!

L’ingresso ormai vuoto, le bancarelle di souvenir quasi del tutto smantellate ed i pochi turisti rimasti ormai scendevano dalla lunghissima scalinata.

Uno dei miei migliori pregi e difetti però è la testardaggine e in men che non si dica scalando i 300 gradini come nulla fosse, sono arrivata davanti al vero ingresso…dove…ahimè..la biglietteria era già chiusa! Intravedo un ingresso ancora aperto, ci provo, lascio le scarpe e proseguo fino agli ultimi gradini…

Un’emozionate panorama dorato si presenta davanti ai miei occhi, nessun turista ma solo fedeli, il profumo di incenso ed un canto di preghiera che echeggiava nell’aria.

Non potevo chieder di più!

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In 4 giorni tutto il piccante che non ho mangiato in 34 anni…


Viaggiare significa Viaggiare con i Sensi.

La vista per osservare, scrutare, conoscere, ammirare,

l’udito per ascoltare suoni, voci, rumori,

il tatto per presentarsi a nuovi volti e nuovi sorrisi,

l’olfatto per respirare l’aria attorno a noi, profumi e odori,

il gusto per assaporare nuovi sapori………

Oggi vorrei parlare proprio di questo … del gusto e della mia esperienza con il cibo..ovviamente thai.

Non si può, ripeto, NON SI PUO’, visitare un angolo di mondo senza provare i sapori che lo caratterizzano.

Italiani..si proprio voi, anzi noi, mi ci metto anche io di mezzo… NON VOLIAMO DALL’ALTRA PARTE DEL MONDO PER MANGIARE PASTA ALLA BOLOGNESE, GNOCCHI ALLA SORRENTINA E CHI PIU’ NE HA PIU’ NE METTA! tanto… non ne rimarremo soddisfatti, è matematico, e per di più avremo anche alleggerito di parecchio il portafoglio!

Ma parliamo di questa tipa che un giorno prende e vola in Thailandia…addirittura per la seconda volta..(c’è sempre un motivo per tornare in Thailandia!)

Premetto di avere qualche intolleranza e allergia ad alcuni cibi e spesso di non star bene..di mangiare generalmente abbastanza light, poco condito, e poca carne, di essere di origine meridionale ma di NON mangiare cipolla, aglio, peperoncino.

Ora..catapultate una tipa del genere in Thailandia dove carne ma soprattutto aglio, cipolla, zenzero, curry ed in generale piccante si respirano addirittura nell’aria!!

Diciamo che i passi sono stati graduali, iniziando da piatti meno “saporiti” e più facili per il mio palato, tipo fried rice with eggs, chicken, prawns or vegetables ed il famoso pad-thai (faccio mea culpa), per poi passare a piatti decisamente piu saporiti consigliati dal fantastico blog di Andrea di cui avevo letto ogni angolino. Trovandomi a Chiang, non potevo che seguire i consigli e quindi assaggiare il famoso kao soi (qui Andrea ci spiega di cosa si tratta con tanto di ricetta http://andreainthailandia.tumblr.com/post/13821627713/latte-di-cocco-curry-e-a-tutto-noodles): direi un ottimo piatto da leccarsi i baffi… se ancora riesci a sentirli post anestetizzazione data dal curry!!

… e poi…poi sono arrivata a Bangkok, e per l’appunto da Andrea …che mi ha fatto conoscere la vera cucina thailandese ed in quanto tipica…MOLTO MA MOLTO PICCANTE!

Le nostre cene erano caratterizzate dal un’infinità di piatti ordinati proprio per assaggiare un pò di tutto e dall’immancabile Sang Som un rum thailandese  che abbinato a  soda e sprite risultava essere un’ottima bevanda rinfrescante con cui pasteggiare e, nel mio caso, attenuare il bruciore del piccante!!

Lacrime agli occhi e fazzoletto ad asciugarle, sono riuscita ad assaporare qualsiasi piatto e sapore e ho scoperto di non adorare il coriandolo e di apprezzare moltissimo il Laab Moo Tod: carne di maiale macinata, fritta insieme a cipolla, lemongrass, salsa di pesce e peperoncino, il tutto ovviamente sempre accompagnato da una ciotola di riso appiccicoso tipico di una regione del nord della Thailandia: l’Isaan.

I piatti assaggiati sono stati davvero tanti e altrettanti ancora ne dovrò assaggiare… i nomi però difficili da ricordare..ma se la memoria fa cilecca, le foto aiutano a ricordare di aver mangiato più piccante in 4 giorni che in 33 (quasi 34) anni della mia vita!!

la prima cena in Thailandia, un semplice rise with vegetables

  

Piatto tipico del nord della Thailandia, il Khaw Soi

un ottimo pineapple rice and shrimp

Un piatto oggetto di dibattito: il famoso pad thai

La tradizione: piatti from Thailand and Isaan. Il famoso riso glutinoso.

la mia scoperta…il Laab Moo Tod, tripudio di carne, peperoncino e aglio…tutto ciò che normalmente non mangio! 🙂

  

Una splendida serata in stile Thailandese con amici Italiani, Americani, Malesiani e … diciamo Thailandesi anche se Noom preferirebbe specificare dell’Isaan 😉

Un paese che adoro perché un po mi assomiglia…il Paese delle contraddizioni.


Ed eccomi qui, tornata da pochi giorni dal mio bel viaggio nella bella Thailandia..

Un paese che mi è rimasto nel cuore fin dalla prima volta.. Un paese dai forti contrasti… Un paese grande con infiniti luoghi da visitare, da scoprire, un paese con una forte religione ma anche superstizione dove trovi Budda e divinità venerate quasi allo stesso modo, dove per costruire case si chiede il permesso agli spiriti, un paese caotico ma rilassante, un paese turistico, tanto turistico ma che riesci a vivere in modo intenso come fossi tu solo..lì presente in quel momento, be si… insieme a taxi che ti suonano, tuk tuk che ti chiamano…ma suoni che fanno da sottofondo al tuo spalancare gli occhi davanti a imponenti e sbrilluccicanti wat, suoni e rumori che rimangono fuori dalle porte insieme alle scarpe: basta entrare a piedi nudi in un qualsiasi tempio, che tutto il frastuono svanisce e ciò che rimane è il silenzio o la preghiera di monaci. Un paese definito “del sorriso” ma in realtà il sorriso lo fa venir a te perché un po questi piccoli e magrolini tailandesi sono buffi.. Il loro modo di parlare che sembra fatto di sole vocali, il sorriso a volte un po’ sdentato, il loro fare e sfare come se nulla fosse, il loro sembrare sereni anche nelle condizioni che ai nostri occhi occidentali sembrano ai limiti del vivibile.

Un paese definito del terzo mondo, e per alcuni versi lo è, ma se poi ti ritrovi su un velocissimo, ordinatissimo e pulitissimo Sky train di Bangkok dove per entrare devi rispettare la fila e le precedenze.. be qualche dubbio ti viene… se poi sali al 65esimo piano di uno sfavillante grattacielo… allora i dubbi diventano certezze. Poi scendi, giri l’angolo e ti ritrovi tra bancarelle che cucinano in mezzo a smog e polvere, dove l’igiene.. Be’ cos’è?! E comunque, diciamolo, i piatti dello street food tante volte sono più buoni di quelli dei ristoranti.. Sarà la padella giusto un pó incrostata a dargli quel sapore in più.. Chissà.. !!

Un paese dai mille pregi e mille problemi.

Un paese che mi raccontano essere poi non tanto diverso da noi, dove la famiglia è ancora molto importante, dove ci sono forti tradizioni, dove il cibo è il fulcro attorno al quale girano la vita e i discorsi della popolazione. Beh noi italiani non siamo così ?!

Un paese dove le regole ci sono o non ci sono… Ancora non mi è chiaro… Cioè… Vi sono rigide leggi da rispettare  che son guai infrangere.. Ma tutto poi è in contrasto con le stesse. La Thailandia è purtroppo famosa per la prostituzione ma, badate bene.. Essere illegale… E guai mostrare pubblicamente parti intime del proprio corpo… Ma allora i locali di patpong con i famosi show? Non so… Dovrò studiarci ancora un po.

Un paese caotico e irregolare quanto preciso, dove muoverti è più facile che prendere un treno in orario qui in Italia, perché se non c’è il taxi, c’è il tuk tuk, e se non c’è ne l’uno ne l’altro ci possono essere moto taxi, songthaew, bus o samlor. Che poi magari un po vogliono fregarti quei pochi bath girando in circolo prima di lasciarti a destinazione o non attivando il famoso “meter” … ci sta  pure.. Fa parte del gioco! 

Un paese facile da visitare e girare, dove i gesti sono quasi il miglior modo per comunicare perché ad inglese son messi decisamente peggio che in Italia… Forse … 

E comunque il loro è un inglese nasale pieno di vocali in stile thailandese .. quasi ancor più incomprensibile… no vabbè..scherzo…ma giusto per dire, il loro alfabeto è composto di quarantaquattro consonanti (พยัญชนะ), da almeno ventotto vocali (สระ) e da quattro indicatori di tono (วรรณยุกต์)… si avete capito bene…circa 28 vocali… e ma ve  l’ho pur detto che sembra ci siano solo A ed E !!

Un paese dove ti rincorrono per strada se hai dimenticato il resto o la carta di credito sul tavolo dopo aver pagato il conto, e poi magari i taxi fanno finta di non avere il resto per scroccarti quei pochi bath di differenza; un paese dove più di una volta vedendomi alle prese con cartina e guida, mi hanno fermato per chiedere se avevo bisogno di aiuto, o dove, capendo il tuo disorientamento, si preoccupano di chiedere a qualcuno di avvisarti quando il bus arriva alla fermata dove devi scendere, e poi magari ti fermano per strada per dirti che il Wat è chiuso e ti propinano giri turistici con tuk tuk, con tanto di tappe in negozi di gemme per guadagnare commissioni per aver mandato un turista.

Un paese di odori e colori, dove il lemongrass trionfa, l’arancione predomina….e il peperoncino, curry o zenzero che sia infiamma il palato.

Un paese dove diciamo, la rete fognaria, beh non è il suo forte, e dall’odore di incensi, dall’inebriante profumo di fiori, si passa ad altri odori ben poco piacevoli, per poi passare al forte odore di curry proveniente dalle bancarelle di cibo.

Un paese in cui ho lasciato un pezzetto del mio cuore ed in cui presto ritornerò.

monk, orange, tuk tuk, street