Mantra


ALZA IL VOLUME

CONFONDITI PER SCHIERARTI LE IDEE E TORNARE LUCIDI

PARLA PIANO

CON UNA PERSONA DI CUORE E DEL CUORE PER CALMARE LE URLA DENTRO

FERMATI

LASCIA STARE TUTTO CIÒ CHE STAI FACENDO E CONCEDITI UNA PAUSA DI PENSIERI PER POTER TORNARE A PENSARE

MOLLA LA PRESA

LASCIA ANDARE IL CONTROLLO PER POTERTI PERDERE E POI RITROVARTI

PIANGI

SFOGATI PER TORNARE A SORRIDERE

Ripetiti questi piccoli mantra per riprendere in mano la situazione

Mantra

Quante dita ha una mano… contiamole.


ma in questo tempo, non tempo quante cose sono accadute?

Da piccola facevo un gioco.. viaggiavo ogni week end in auto con i miei genitori e mia sorella e viaggiando osservavo le altre automobili e immaginavo quale fosse la loro destinazione, per quale motivo erano li, quale fosse la loro vita.. creavo piccole storie o per lo meno mi chiedevo quale fosse la loro storia, la loro vita. Non credo di averlo mai raccontato neanche alla mia famiglia. Era un gioco mio, tra i miei pensieri e la mia immaginazione.

Oggi beh, si, mi capita ancora ma in altri modi… in genere accade quando sono in fila alla cassa del supermercato. Guardo la spesa di chi mi sta davanti e osservando ciò che sta acquistando capisco un po’ di che persona si tratti, quale siano le sue abitudini, se ha famiglia o meno, se sta organizzando una cena, se è a dieta.. piccole mie fantasie di pochi secondi.

ma perché sto scrivendo questo ? ah si … nasce tutto da una mia curiosità.

quante cose vi sono accadute durante questa quarantena?

perché il tempo sembra sia sospeso, ma in realtà non lo è, corre come sempre e noi viviamo lentamente, in casa, questo tempo… di cose ne devono per forza essere accadute.

C’è chi magari ha avuto una bella notizia lavorativa, o chi ha iniziato un progetto nuovo per adeguarsi alla situazione, reinventarsi post quarantena (si ok, ho iniziato da aspetti più positivi), c’è chi ha realizzato che la persona con cui sta è davvero la persona con cui vorrebbe vivere perché con lei ha vissuto giornate e momenti di armonia e complicità. C’è chi magari invece, durante questa convivenza forzata ha deciso di chiudere una relazione pur costretti a rimanere ancora in casa insieme (e vi assicuro che è successo), c’è chi magari ha deciso di sposarsi non appena si potrà, chi ha dovuto rimandare il matrimonio quasi imminente, chi ha altresì deciso di separarsi e chi ha vissuto questi 40 giorni come un vero incubo ma non ha il coraggio di prendere alcuna decisione.

C’è chi ha rafforzato l’amore ed il desiderio di rivedersi, riabbracciarsi e baciarsi è aumentato, c’è chi magari è riuscito a stringere una conoscenza da poco iniziata, seppur in modo virtuale, chi ha fatto nuove conoscenze e non aspetta altro di potersi vedere di persona, c’è chi invece ha perso una frequentazione magari fresca, c’è chi ha deciso di mettere in standby tutto, chi si è riavvicinato, chi si è allontanato, c’è chi si è isolato e chi ha cercato spasmodicamente di conoscere qualcuno per non rimanere solo.

Poi possono essere accadute cose inaspettate, come la “vicinanza” di alcune persone che non avreste immaginato, chiamate di persone che non vi sareste attesi, o al contrario le non chiamate di persone che ti avreste, invece, aspettato.

A me alcune di queste cose sono accadute si, non credo sia il caso di scendere nei dettagli ma sicuramente una cosa posso dirla, sono state presenti persone che non avrei immaginato.

E una questione di feeling come cantavano Cocciante e Mina (minchia son vecchia se ricordo addirittura chi cantava questa canzone), feelings tra persone di cuore, persone che leggono tra le righe e semplicemente si richiedono supporto l’un l’altro. Persone che si contano con una mano… quante dita ha una mano ? Ecco contiamole.

Dopo 38 notti insonni… l’altra sera, addormentandomi, ho realizzato che, al di là della mia famiglia, l’unica persona che davvero quasi quotidianamente, si è preoccupata che il mio umore fosse su è stata una, una persona inaspettata.

A volte non serve davvero molto.

42 giorno di quarantena.

Cosa ho capito e l’amore


E’ da qualche giorno che penso se scrivere qualcosa su questo mio diario pubblico o lasciare che i miei pensieri vengano tradotti solo con parole scritte a penna.

Troppe e tante emozioni in questo mese, anzi, in questa quarantena, si perché se mai ciò che sto scrivendo verrà letto da qualcuno e magari verrà letto tra qualche tempo, sto scrivendo dopo esattamente 41 giorni di reclusione in casa per quella che passerà alla storia come la pandemia che bloccò, per alcuni mesi, quasi un mondo intero : questo assurdo e inconcepibile virus chiamato CORONAVIRUS.

Il primo mese è trascorso con umori altalenanti, incredulità, poi paura, preoccupazione, serenità nel riacquisire, anzi acquisire, un tempo ed uno spazio proprio, un ritmo proprio e gioia, si, anche gioia nel riscoprire piccole coccole come il pane fatto in casa, la pizza, la casa ordinata, pulita e profumata, vedere crescere le proprie piante quasi minuto dopo minuto come in un time lipse, osservare come il sole gira durante le giornate e anche a che velocità, sentire il suono di un mondo silenzioso dove la natura vince.

La sua rivincita.

Queste piccole soddisfazioni hanno poi lasciato lo spazio alla stanchezza, alla debilitazione, al nervosismo nel sentirsi rinchiusi, come in uno zoo… e forse anche questa è una rivincita della natura.

Oggi ? Come mi sento oggi? L’umore oscilla tra stanchezza e serenità di un tempo che non riavrò più, una pausa con il mondo che non vivrò più. Come mi sento?.. mi sento bene, mi sento in pace con me stessa. Ho avuto modo di pensare molto, di vivere secondo dopo secondo le mie reazioni, i miei stati d’animo e quindi allo stesso tempo trovare il metodo per tornare in equilibrio. Ho scoperto le mie falle, alcune delle mie falle e ho cercato l’antidoto, ho cercato le soluzioni, ho cercato nella mia mente il modo per ristabilire le cose. Ho scoperto quella che definirei la mia più grande paura, che già in parte conoscevo, ma in questo essere sola con me stessa ne ho avuta piena consapevolezza. E’ quel lato del mio essere che mi fa vibrare e tremare, mi manda in tilt, mi fa crescere l’ansia, mi destabilizza, causa dei miei malesseri; é ciò su cui ho cercato di lavorare giorno dopo giorno tra alti e bassi.

No, ovviamente non ho trovato l’antidoto, ma so che quando accadono determinate cose, devo fermare i pensieri e metterli in fila in modo razionale perché la paura non prenda pieno possesso della mia mente e del mio corpo.

Ho capito anche le priorità, ho capito cosa voglio veramente, ho capito l’importanza del tempo, quello che corre, che fugge, motivo per cui non amo dormire, non amo svegliarmi tardi la mattina, ma anche quello che è necessario prendersi per le cose importanti proprio perché corre. Ho capito che ci sono cose per cui è necessario mettere “pause” alla rincorsa di quelle lancette seppur loro continuano e continueranno la loro danza circolare.

Cosa ho capito delle persone? Ho capito che ognuno reagisce a suo modo. Ho capito che c’è chi sa stare meglio con se stessi e chi ha bisogno sempre di qualcuno e ho capito che avere una persona vicina, è importante ma ne deve davvero valere le pena perché tutto sia più semplice e non complesso. Perché si… l’amore è una cosa talmente complessa da dover esser semplice. Che sto dicendo? Sto dicendo che non esiste una definizione di amore, lo sappiamo bene tutti che non è cosa semplice da capire, spiegare ma per quanto sia complesso, personale e intimo, dev’essere, con l’altra persona, semplice, puro, fatto di cose semplici, fatto di un abbraccio che annienta, cancella tutto, di un bacio caldo, di uno sguardo dolce, passionale, profondo, malizioso, complice. dev’essere bello, ci dev’essere bellezza. Dev’essere continuo, inarrestabile.

Si torna sempre li… si torna sempre allo stesso argomento perché è proprio lui che regge il mondo.

L’AMORE.

Sono Angela. Sono una sognatrice, sono un’amante, una ragazza dall’apparenza distaccata, alla continua ricerca di qualcosa, alla continua ricerca di emozioni, di battiti del cuore che mi assolvano da quello stato di inquitudine per cui sembra sempre mi manchi la terra sotto ai piedi.

L’AMORE.

 

 

My Diary 2.0 : Questa sono IO.


E’ qualche giorno che la voglia di scrivere si fa sentire, ascolto, osservo e penso, quello sempre tanto, aggiungerei troppo, e tutti questi pensieri vorrei liberarli scrivendo.

si , esattamente come ho appena scritto… vorrei liberare i miei pensieri, non è una questione di essere social, di condividere, di cercare approvazone, like o chissà quale altro giudizio che tutti sono pronti a sparare… è sola e pura voglia di esprimermi, di scrivere. Saranno pensieri sciocchi, saranno pensieri inutili che non interessano a nessuno ma sono pensieri miei che ho voglia di lasciar fluire attraverso questo mio diario 2.0, un diario personale che in fondo personale non lo è sul serio ma dipende come lo si vive.

Non per forza bisogna immaginare le persone che lo leggeranno, non per forza si deve pensare alle conseguenze e cioè a cosa penserà chi leggera, al giudizio altrui, si può vivere come una forma di espressione di se stessi al fine di far bene a se stessi. punto.

Nasce da questo la mia volontà di scrivere che non sia per forza di viaggi.. ho una mia sensibilità, ho un mare infinito di pensieri e sí, basta con il giudizio altrui, io sono cosi, sono questa, che possa piacere o meno. sono riflessiva e amo scrivere e anziché scrivere su diari, su fogliettini volanti.. scriverò qui cose che nascono da un mio fluttuare o citazioni che condivido perché mi rappresentano, perché mi descrivono, perché mi somigliano.

 

nasce qui my diary 2.0

 

Un Viaggio nel Viaggio. Il Mio Nepal


Ed eccomi qui ad osservare questo monitor ancora bianco che a volte mette un po’soggezione e a volte, invece, quasi in un batter di ciglia, si riempie di lettere, una accanto all’altra, a comporre parole, frasi, sfoghi ed emozioni.

È capitato anche a voi di vivere un’esperienza cosi coinvolgente, cosi forte e di crescita che si fa un po’ fatica a parlarne?

I miei ultimi viaggi sono stati un po’ cosi … parlo di viaggi in luoghi lontani, di viaggi lontani da ciò che era, da ciò che non volevo più, di viaggi personali, quelli che mi hanno lasciato un qualcosa dentro, che, in un certo qual senso, mi hanno cambiato, mi hanno aperto gli occhi e rappacificato il cuore.

Vorrei parlarvi del mio Viaggio in Indonesia, un viaggio in un momento strano della mia vita, un momento di cambiamento, un viaggio con una delle persone più importanti: mia sorella, ma risale ormai a un po’ di tempo fa.

Vorrei parlavi del mio Viaggio di Volontariato in Africa, per la precisione in un villaggio sperduto del Ghana, ma forse per questo ancora non sono pronta.

È tempo invece, di condividere quello che per me è stato uno dei viaggi più forti e coinvolgenti, un viaggio nel viaggio. Il mio viaggio in Nepal.

Per parlavi di questo, devo però prima fare una piccola e breve premessa sul mio stato d’animo, su ciò che stava accedendo nella mia vita; non scenderò nei particolari perché non è questo il giusto contesto, ma vorrei in poche righe darvi un’idea del motivo per cui ritengo questo, uno dei viaggi più importanti io abbia mai fatto al di là di destinazione e compagnia.

Ad ognuno di noi, sarà capitato nella vita un momento difficile, un momento in cui vedi tutto nero, in cui non riesci, per quanto tu possa esser forte e indipendente, ad alzarti dal letto, dal divano o rialzarti da terra; un momento in cui neanche il pensiero di realizzare uno dei tuoi sogni, riesce a strapparti un sorriso, uno di quelli che nasce dal cuore.

Ecco, il mio viaggio in Nepal nasce proprio in uno di questi momenti, diciamo pure, nel mio peggior momento, quando non avrei voluto far altro che starmene rinchiusa in casa a pensare, che poi a cosa, ad oggi non saprei.

Sapete quando una serie di accadimenti si allineano perché una cosa accada? Beh, il mio Nepal è nato proprio cosi, un po’ per caso, o per scherzo o per coincidenza… ma le coincidenze, ormai lo sappiamo, non esistono.

Qualche informazione sul paese, una lonely da sfogliare, uno zaino da riempire, l’assicurazione AIG da acquistare ed un volo Qatar da confermare. Queste le uniche cose fatte nel mio pre-partenza.

Un viaggio in un paese non semplice, in un paese con tante difficoltà legate alle condizioni igienico sanitarie, con spostamenti lunghi e difficili attraverso strade sterrate, traffico, motorini, auto e mucche ovunque, dove il suono del clacson fa da padrone.

Un viaggio tra Tibet ed India attraverso Buddismo ed Induismo in eterna armonia, tra piazze e templi, santoni, colori ed incensi. Un tripudio di colori.

Un Volo sull’Himalaya, un tracking, un rafting, la visita di una Scuola … esperienze ancora vive sulla pelle vissute in ogni singolo istante, vissute profondamente staccando da tutto e da tutti. Lontano dal passato, lontano dal male che avevo vissuto fino a quel momento. Un viaggio di riappacificazione con me stessa, con la mia natura fino ad allora smarrita e dimenticata, nascosta per far posto ad un’ombra.

Come l’ho definito, un viaggio nel viaggio per tornare in pace, con il perdono, lasciando forse in qualche tempio l’ansia e la paura.

Un paese Pacifico si. Un Paese in armonia, concetto fondamentale, fulcro attorno a cui ruota la vita di ogni nepalese. Ed è forse proprio questo che, in parte, son riuscita a portarmi a casa oltre a qualche calamita e ad una campana tibetana.

Un Paese dove non ho mai avvertito il senso di pericolo seppur, consiglio mio spassionato, affidarsi ad una compagnia leader nella fornitura di servizi assicurativi come AIG per un’assicurazione viaggio che ti copre da imprevisti è sempre cosa giusta. Con la polizza viaggio singolo siete coperti per un unico viaggio che può durare fino a 180 giorni e avete assistenza medica, rimborso bagagli e recupero delle spese in caso di annullamento o interruzione del viaggio (entro i limiti concessi). In questo modo potrete dedicarvi in tutta serenità al vostro viaggio nel viaggio come ho fatto io. Non posso dire che il Nepal sia stato il paese più bello io abbia visitato, ma è stato il viaggio che serviva in quel preciso momento. Un viaggio ricco di emozioni che mi hanno riportato a me stessa.

Un Sogno realizzato.

nepal

alla ricerca della felicità


che poi in fin dei conti cos’è?

viaggiare?

avere una famiglia?

un buon lavoro e una casa?

ognuno ha la sua di felicità, ognuno ricerca la sua felicità.

ma la cerchiamo o viviamo senza capire dove realmente sia la vera felicità?

 

si, ho bisogno di Partire perchè so che per me, in parte, è felicità e ora ne ho bisogno.

Buongiorno e Bentornati o Bentoranta a me!