Una città dal buon sapore … Torino


“La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto”
(Jose Saramago)

Il bisogno di vedere e rivedere, una sintesi perfetta di ciò che muove ogni giorno noi viaggiatori. La sete di vedere, conoscere e assaporare il mondo ci spinge a partire, e ripartire e poi partire ancora in un moto continuo. Che si tratti di un nuovo paese o di un paese già visitato che ci ha lasciato quel buon sapore in bocca.. noi si va, si prende e si va.

Vorrei raccontarvi del mio Viaggio in Indonesia, ma sto ancora rimettendo a posto le idee e le emozioni, è difficile riuscire a tradurre in parole tutto ciò che ho vissuto e provato durante quei 18 giorni indimenticabili, ma non vedo l’ora di farlo e di condividere con voi un altro sogno che si è avverato.

Oggi rimaniamo con i piedi ben piantati sul nostro bel paese, nella prima capitale d’Italia, una città dal buon sapore, un sapore al gusto di cioccolato, nocciola e gianduia. Una città elegante e ordinata, dove si respira storia e cultura, un simbolo del Made in Italy… oggi vi parlo di Torino.

Il continuo desiderio di conoscere il mondo quanto più possibile nel poco tempo libero a mia disposizione, mi spinge ad andare sempre oltre, a programmare nuove mete alla ricerca di nuove avventure, un inesauribile desiderio di novità che raramente mi fa dire “si, io qui ci torno”; ci sono luoghi però che mi lasciano il desiderio di tornare, perché non sono soddisfatta, non mi è bastato, desidero rivivere, rivedere, reimmergermi nelle sue vie e nella sua atmosfera.

Torino, circondata dalle Alpi che le fanno da corona, è un susseguirsi ordinato di piazze ampie ed eleganti, ricolme di caffè storici, raffinati palazzi, scandite da portici infiniti, gallerie, ma anche da viali alberati e dal fiume Pò, che l’attraversa.

Piazza San Carlo

Piazza Vittorio

Portici

Ho chiesto ad un torinese qual è, secondo lui, il periodo migliore per visitare la città, la sua risposta è stata, quasi senza esitare “in inverno quando la città si veste di un’atmosfera speciale, quando l’aria pungente delle Alpi costringe noi torinesi ad alzare il bavero del cappotto” e le luci delle piazze si riflettono sul pavimento bagnato dalla pioggia, aggiungo io.

Se si parla di Torino, la prima immagine che ognuno di noi ha in mente è la Mole Antonelliana, definiamola in termini social, la sua foto del profilo, il simbolo incontrastato della città, la cui visita è, a parer mio, una tappa obbligatoria e irrinunciabile.

Mole Antonelliana

E’ possibile visitare la Mole sia salendo tramite un ascensore panoramico sulla cupola, da cui si può ammirare una fantastica vista a 360 gradi della città e delle Alpi che la circondano, sia entrando al sul interno dove attualmente ha sede il Museo Nazionale del Cinema. Si tratta di un interessante quanto bizzarro percorso attraverso la storia del cinema e le ambientazioni ad essa dedicate; camminando ci si ritrova in un cinema stile western, un cinema con i water al posto delle classiche poltrone, un cinema anni 50 e cosi via fino a ritornare nell’atrio principale dove poter godere di spezzoni di film su comode poltrone.

Museo del Cinema

Torino dalla Mole

Ma Torino non è solo Mole, è la città dei portici, è la città delle piazze maestose e regali: Piazza Castello su cui si affacciano sia palazzo Reale che Palazzo Madama, Piazza San Carlo con i suoi caffè storici, la storica e barocca Piazza Carignano, Piazza Vittorio che è la piazza porticata più grande d’Europa e queste solo per citarne alcune, diciamo forse le più famose.

Piazza Carignano

Basilica di Superga

E’ anche la città della Fetta di Polenta, nome alquanto buffo cosi come bizzarra è proprio la sua struttura. Di cosa si tratta? di una casa chiamata appunto Fetta di Polenta per la sua stranissima forma somigliante a una fetta, e dal suo caratteristico colore giallo. In realtà il vero nome è Casa Scaccabarozzi, dal cognome della moglie dell’architetto Antonelli, lo stesso della Mole, che la progettò.

Descriverla è alquanto difficile, 9 piani di cui 2 interrati, collegati da una piccola scala; per far capire meglio la sua forma basta dire che un lato del palazzo arriva a misurare solo 54 centimetri.

Oggi la Fetta di Polenta è una casa-galleria.

Casa Scaccabarozzi

Casa Scaccabarozzi

Di cose da vedere a Torino ce ne sono davvero tante: il Parco Valentino con il suo Borgo Medioevale, la bellissima Università di Architettura, la Reggia di Venaria dove tra l’altro attualmente è possibile ammirare la mostra dedicata a Steve McCurry e perchè no, i ristoranti con tipica cucina piemontese cosi come la movida dei Murazzi e di Piazza Vittorio.

Facoltà di Architettura

battuto di fassone piemontese

agnolotti alla piemontese

Soggiornare più giorni è sicuramente necessario per poter assaporare appieno la città e, come nel mio caso, decidere di tornarci.

Di seguito qualche indicazione utile al vostro soggiorno che mi permetto di consigliare.

Hotel a Torino , soggiornare presso una delle molteplici strutture Best Western, ottimo compromesso per struttura, location, confort e spesa; se si prenota almeno 4 giorni prima dell’arrivo si può usufruire fino al 15% di sconto sulla tariffa flessibile del giorno.

Dove mangiare a Torino : Pastificio Defilippis, un ottimo ristorante nel cuore della città con un’interessante selezione di piatti e vini della tradizione Piemontese.

Dove perdersi a Torino : Il Mercato delle Pulci di Porta Palazzo, o come viene comunemente chiamato Balon, è il più storico ed famoso mercato delle pulci della città e si svolge ogni seconda sabato dalle 7.00 alle 19.00.

Cose da non perdere a Torino, golosamente parlando:

  • quando si parla di cioccolato in Italia, si parla di Torino, impossibile non fermarsi in una delle tante cioccolaterie di Torino per assaggiare cibo degli dei;
  • viziarsi con il Bicerin, la tipica bevanda calda torinese a base di caffè, cioccolato caldo fus e crema di latte;
  • bere vino.. un must! I vini piemontesi sono classificati fra i migliori vini del mondo ..uno, ma anche due o tre bicchieri di Barolo o Barbera non possono mancare!
  • bere un’ottima birra artigianale;
  • ordinare, a fine pasto il San Simone con ghiaccio, provate non ve ne pentirete!!

Vacanze in Grecia… la “Mia” Grecia…


Uno tra i viaggi che maggiormente mi sono rimasti nel cuore è stato quello in Grecia di qualche anno fa.

Agosto il periodo,

Peloponneso, isola di Elafonissos e Zante le mete,

due viaggiatori e… due ruote!

Uno di quei viaggi un pò all’avventura senza alcuna prenotazione se non qualche notte nella meravigliosa Elafonissos dove la disponibilità di alloggio non è poi cosi ampia; per il resto tutto deciso in loco, tappe, percorsi, alloggi.

Uno di quei viaggi in cui incappi in piccole disavventure come perdersi nel nulla con sole indicazioni in greco, doversi fermare in un supermercato per infilare la testa nel banco dei surgelati perché il casco ha raggiunto una temperatura che oscilla tra i 40 e i 50 gradi e la tua testa è praticamente in ebollizione, ritrovarsi in moto su strade il cui termine “non aslfatate” è davvero dir poco e percorrere km e km alla ricerca di un alloggio per la notte e trovarlo solo a poche ore dal tramonto: una stanza decisamente spartana con il solo materasso e dormire, quindi, arrotolati nel telo da mare usato già da qualche giorno.

Uno di quei viaggi in cui assapori genuinità, dove la gente ti incontra per strada e con il sorriso ti dice Kalimèra, dove la vecchietta sdentata seduta davanti alla porta di casa intenta a sbriciolare i rametti di origano, ti osserva una prima volta passare in moto e alla seconda ti riconosce e ti saluta con il braccio, dove se non c’è posto al ristorante, che problema c’è?.. basta prendere un bel tavolino e appoggiarlo dove c’è uno spazio libero..magari sul pontile con il solo rumore del mare a farti da sottofondo, dove il cibo è saporito e colorato e l’azzurro del mare, del cielo e delle case predomina, dove magari ti offrono una sistemazione spartana pur di aiutarti e alla mattina ti accolgono con una tavola imbandita di cose fatte in casa e frutta fresca appena raccolta, dove ad ogni curva scopri una caletta con acqua cristallina e magari un ometto steso all’ombra a sonnecchiare.

Ho amato la Grecia, ho amato il suo esser spontanea, si certo in alcune zone anche turistica, ma naturale.

E’ una destinazione adatta a chiunque, per gli amanti della storia e della cultura e per gli appassionati, come me, di  mare e natura…ma non solo.

Le sue isole, ognuna con le sue peculiarità, possono essere meta di giovani alla ricerca di divertimento e vita notturna come le famose Mykonos, Ios e Rodi, ma anche di coppie in luna di miele che invece cercano il romanticismo nei meravigliosi tramonti di Santorini, di amanti della natura che trovano in Folegrandos il giusto compromesso tra bellezza, mare, romanticismo e una  natura dirompente, ma anche per Famiglie.

E’ sicuramente un paese che offre imbarazzo di scelta per chiunque, sia in termini di località, che di strutture, adatta sia per chi predilige la vacanza low cost e quindi si accontenta di una camera o di un appartamentino, sia per chi invece si affida ai famosi tour operator che offrono interessanti pacchetti di vacanze in grecia come la Club Med.

Negli ultimi anni, sono decisamente aumentati anche i voli low cost per raggiungere la Grecia come quelli offerti da Ryanair e da EasyJet, ma rimangono sempre validissimi, seppur decisamente con qualche ora in più di viaggio, i traghetti che attraccano a Patrasso partendo  dai porti italiani di Ancona, Bari, Brindisi e Venezia. Tra le compagnie  che  conosco  vi indico la Superfast, la Anek (vi segnalo che attualmente applica uno sconto per le prenotazioni effettuate entro il 29 febbraio per viaggiare fino a dicembre 2016) e la Minoan.

La Grecia è una meta da prendere sicuramente in considerazione se si vuole trascorrere magnifiche vacanze rimanendo comunque a poca distanza dall’Italia ma un consiglio è quello di lasciar stare il mese di Agosto perché viene invasa da turisti, prevalentemente italiani e i prezzi di mezzi e strutture subiscono un’importante aumento.

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Analisi del 2015


I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

Un “cable car” di San Francisco contiene 60 passeggeri. Questo blog è stato visto circa 2.000 volte nel 2015. Se fosse un cable car, ci vorrebbero circa 33 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Tra Storia e Leggenda… Il Parco dei Mostri


Non si finisce mai di imparare e conoscere…

Solo una settimana fa, infatti, ho scoperto grazie all’amica Deborah di appuntidiviaggio.net l’esistenza qui in Italia di un parco molto particolare chiamato Sacro Bosco, poi successivamente ribattezzato dalla fantasia popolare PARCO DEI MOSTRI.

Si, avete capito bene, proprio dei mostri!

In questi giorni ho cercato di capire un po’ la storia di questa  Villa delle Meraviglie, ma devo dire che non c’è un’idea chiara delle sue origini…c’è di mezzo un po’ di storia, un po di leggenda e un po’ di interpretazione.

La  storia racconta che il parco sia stato realizzato dall’architetto Pirro Ligorio nella seconda metà del 1500 su commissione del Principe Pier Francesco Orsini che si trasferì con la moglie Giulia a Bomarzo dove fece costruire un magnifico palazzo.

Qui interviene la leggenda secondo cui nel 1560 Giulia morì e Orsini, distrutto per la morte della moglie, passò i seguenti 25 anni a studiare i classici per trovare ispirazione per la creazione del “Suo” parco, la Sua “Villa delle meraviglie” … quella che doveva diventare un’opera unica al mondo.  Sembra sia stato infatti proprio lui a disegnare statua per statua e ad individuarne la disposizione, affidandone la realizzazione a Pirro Ligorio.

Le sculture furono scavate nei mastodontici blocchi di peperino che un po’ dappertutto si trovano nella valle sotto la villa. Dai massi presero vita enigmatiche figure di mostri, orsi e tartarughe giganti, orche, sirene o dee romane, figure mitologiche come Ercole e Caco ed il Cerbero, il cane infernale con tre teste, Nettuno, e perfino una casa pendente e un tempietto funerario proprio per la moglie.

Un po’ dappertutto si trovano incisi sul peperino versi non sempre chiari probabilmente sull’aldilà.

Che lo abbia realizzato come dono all’amata defunta moglie o che lo abbiano voluto insieme quando ancora lei era in vita non è chiaro.

Un’aura di mistero e leggenda avvolge questo parco che alla morte del suo ideatore cadde nell’oblio fino al 1954 quando venne acquistato e iniziarono i lavori di recupero grazie alla memoria degli anziani del posto che ricordavano ancora l’esatta disposizione delle sculture.

Un posto sicuramene da visitare!


  
  
  
  
  

 

Coast to Coast in Basilicata … la mia terra di origine…


Oggi vi porto alle mie origini..Vi porto in Basilicata!

Molti la conoscono per la meravigliosa antica città contadina scavata nella roccia, i famosi Sassi di Matera,  ma vi assicuro essere una regione che offre tanto tanto di più e chi ha già avuto modo di visitarla, non potrà che confermare.

Oltre ai Sassi, definiti un piccolo Presepe di cartapesta, ci sono tante altre piccole realtà, forse meno conosciute, ma che meritano di essere visitate.

Avete mai visto il film di Rocco Papaleo “Basilicata Coast to Coast” ?

Ebbe si.. E’ infatti una delle poche regioni d’Italia che tocca ben due mari, il Mar Tirreno con la sua bella Maratea, ed il Mar Jonio passando per suggestivi borghi rurali, zone ricche di storia e montagne con vette tra le più alte del Sud d’Italia ricoperte di neve per molti mesi dell’anno dove gli amanti dell’alpinismo, torrentismo, rafting, sci di fondo, speleologia e  mountain bike trovano pane per i loro denti.

E oggi, come nel film, vi porto a spasso per alcune di queste località.

Maratea , definita la Perla del Tirreno, è l’unica località balneare che si affaccia sul Tirreno ed offre uno splendido mare e una costa ricca di insenature, calette e grotte ma non solo. Proprio nei pressi della cittadina, a dominare il panorama, si erge una delle più belle statue di Cristo, seconda come dimensioni solo al Cristo di Rio de Janeiro.

Il belvedere ai piedi della statua alta 21 metri, è il punto più panoramico di tutto il territorio con un’eccezionale vista di ben tre regioni, Basilicata, Campania e Calabria.

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Spostandoci dal Tirreno, saliamo poi in montagna, sul Pollino, il parco naturale più grande d’Italia, amato per gli amanti della natura incontaminata e degli sport, dai più soft a quelli più estremi.

All’interno del parco si trovano molti comuni alcuni, per l’appunto, lucani, altri calabresi. Si tratta di piccoli comuni, piccoli borghi, arroccati sui monti.. vi parlo di Castelmezzano.

Castelmezzano, piccolo paesino abbarbicato tra le vette delle Dolomiti Lucane, è stato nominato uno tra i più bei borghi italiani proprio suo aspetto così suggestivo. La sera quando scende la notte e si accendono le luci… un vero e proprio presepe vivente incastonato tra le montagne.

Parlando di questo borgo, non si può non nominare il suo dirimpettaio, Pietrapertosa, collegati l’uno all’altro da un cavo d’acciao sospeso tra le rispettive vette grazia al quale, imbragati con apposita attrezzatura, è possibile lanciarsi nel vuoto e volare toccando i 120 Km/h …sto parlando del volo dell’angelo!

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Memorabili le scampagnate che da piccola facevo con la mia famiglia nel Bosco di Magnano….quanti bei ricordi !!!!!

E dalla montagna scendiamo di nuovo di altitudine fino ad arrivare a Craco.

Definita la Città fantasma perché evacuata negli anni sessanta a causa di un’enorme frana, sorge su un terreno cretoso definito calanchi, a metà strada tra i monti e il mare; oggi meta turistica e set cinematografico per vari film.

Dalle stradine deserte e silenziose è possibile ammirare la campagna circostante, una distesa di colline di creta che tanto ricordo film western.

Per poter visitare la cittadina, bisogna necessariamente essere accompagnati da una guida autorizzata e indossare un elmetto protettivo.

ps. e si, le mie origini provengono proprio da una località nei dintorni di Craco, esattamente Montalbano Jonico, paese natale dei miei genitori dove vivono nonni, zii e amici. 😉

… Lascio ogni descrizione alle foto qui di seguito, scattate da mia sorella quest’estate …

Craco

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E quindi eccoci nuovamente al mare.. questa volta sullo Jonio … non vorrei parlarvi però delle belle e lunghe spiagge incontaminate che caratterizzano la zona..ma di storia…

Conoscete Metaponto?

Oltre ad essere una delle più frequentate località balneari della costa jonica, Metaponto fu una delle città più importanti della Magna Grecia e oggi, quindi, un’importante area archeologica con rovine dell’antica grecia tra cui le famose Tavole Palatine o Scuola di Pitagora, tempio dedicato alla dea Hera, moglie e sorella di Zeus.

Metaponto

tavole-palatine-metaponto-magna-grecia

Chi ha letto il mio About me , sa che nella vita ho già vissuto in più posti d’Italia, per l’appunto nata in Basilicata da genitori Lucani e poi trasferita qua e la per vari motivi, e ammetto che la consueta domanda “ma di dove sei?” ancora oggi mi mette in un pò in crisi perché una risposta, io, ancora non ce l’ho. Da ragazzina spesso mi si domandava e rispondere Policoro (cittadina sul mar Jonio in provincia di Matera) era sempre un pò imbarazzante perché puntualmente seguiva la domanda dove fosse e la risposta Basilicata innescava la fatidica domanda.. ma dov’è? …

Oggi le cose sono un cambiate, per fortuna, e ormai mi trovo sempre più di fronte a persone che magari in Basilicata ci son stati eccome e hanno anche avuto modo di scoprirla e innamorarsene… ma è ancora una regione, nel suo complesso, poco conosciuta e allora eccomi a parlarne.

Una regione ancora da esplorare.